ANICETO DEL MASSA: IL META-FASCISTA ESOTERICO CHE ADERÌ ALLA RSI

Di Antonio Pannullo

Quando morì, il 7 dicembre 1975, Aniceto Del Massa non fece rumore nell’ambiente culturale italiano. Solo il Secolo d’Italia, quotidiano del quale era stato responsabile culturale per dieci anni, lo ricordò, insieme a pochi altri. Eppure tanto la vita quanto le opere di Aniceto Del Massa, fiorentino doc, meritano di essere raccontate, perché non solo fu un grande scrittore, giornalista, esoterista, asceta, ma prese parte attivamente alla vita politica del suo tempo, compiendo sempre le scelte che gli venivano da dentro, dalla sua coscienza e dalle sue idee. Poiché era del 1898, corse insieme al secolo vivendo tutte le esperienze più interessanti di quei terribili e fantastici decenni. Nacque il 4 febbraio 1898 a Prato, allora in provincia di Firenze, e già adolescente respirava l’aria culturalmente vivissima ed effervescente nei caffè letterari di Firenze. L’atmosfera intellettuale di quella città, con La Voce e Lacerba, unitamente ai fermenti futuristi e interventisti, ebbero una grande importanza nella formazione del giovane, che peraltro proveniva da studi solidissimi in una scuola religiosa ortodossa, dove la religione era sostanza e non facciata. Come scrisse lui stesso, in quegli anni maturò il disprezzo per tutto ciò che era borghese, filisteo, convenzionale, rettorico, luogo comunismo. Sentimenti, questi, condivisi in seguito con i suoi grandi amici Ezra Pound e Julius Evola, con i quali ebbe contatti strettissimi per anni. Intelligente e preparato, iniziò in quel periodo una lunga collaborazione con La Nazione, occupandosi soprattutto di arte e cultura. Per niente militarista, ma acceso interventista, nel 1917 fu richiamato alle armi e partecipò alla Grande Guerra come sottotenente degli Alpini, combattendo sul Carso, sul Grappa e sul Piave. Tornato in patria, confessò che quella della guerra fu una delle più importanti esperienze della sua vita, che lo aiutarono a formarsi e a farlo crescere. Insofferente comunque alle piccinerie italiane, anticonformista per partito preso, partecipò senza esitazione ai moti fascisti, battendosi per la presa del potere di Benito Mussolini che avvenne nel 1922, insieme ai suoi amici toscani Malaparte, Rosai, Soffici. In quel periodo divenne anche amico e sodale di De Chirico. E proprio partendo dal visionario De Chirico, Del Massa divenne seguace di Arturo Reghini, importantissima figura di neopitagorico, spiritualista, esoterista italiano, che dirigeva la rivista Atanòr, animata, oltre che da Reghini, da Evola e da Giulio Parise. Collaborò alle più importanti riviste spiritualiste dell’epoca, entrando a far parte del Gruppo di Ur-Krur, con il nome iniziatico di Sagittario. Si avvicinò alle teorie dell’antroposofo Rudolf Steiner e del filosofo Enrico Caporali. Fu anche amico di Berto Ricci, un altro eretico politico anticonvenzionale come lui. Non ebbe mai incarichi ufficiali durante il ventennio, anche perché quelli del suo ambiente culturale erano guardati con sospetto, come capita sempre a chi si occupa di esoterismo o scienze occulte. Ma quando scoppiò lo guerra, rifiutò di imboscarsi in qualche comodo ufficio fiorentino, e chiese di diventare di nuovo un capitano degli Alpini. L’8 settembre del 1943 lo colse sul fronte polacco, dove fu catturato dai tedeschi e mandato in campo di prigionia.

FONTE E ARTICOLO COMPLETO:http://www.secoloditalia.it/2015/12/aniceto-massa-meta-fascista-esoterico-aderi-rsi/

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